Scala di Pietra

“Scala di Brindisi” di Lorcanari Zagliza – Un poema musicale tra storia e eternità

★★★★☆

Con Scala di Brindisi, Lorcanari Zagliza compie un’operazione artistica ambiziosa che segna una svolta nel suo percorso creativo. L’autore abbandona l’intimismo dei lavori precedenti per abbracciare la dimensione corale della storia collettiva, trasformando un monumento storico in canto epico.

L’archeologia del tempo

Zagliza riesce nell’impresa di dare voce alle colonne di Brindisi, trasformandole in testimoni millenari capaci di raccontare duemila anni di storia mediterranea. Il monumento diventa personaggio vivente che “ascolta la brezza” e dialoga con i secoli. Mentre “gli occhi di pietra guardano il tramonto” e le colonne “sfidano il tempo”. Non si tratta di retorica monumentale, ma di un tentativo riuscito di animare il silenzio della pietra attraverso la musica.

La scelta di Brindisi come protagonista del brano rivela la sensibilità storica dell’autore: porta naturale verso l’Oriente e crocevia di popoli e culture, la città pugliese racchiude in sé l’intera storia del Mediterraneo, diventando il fulcro perfetto per questa narrazione epica che attraversa i millenni.

Un linguaggio poetico sperimentale

Il brano rappresenta la prova più audace di Zagliza dal punto di vista formale, con l’abbandono della struttura strofa-ritornello in favore di un flusso poetico continuo ricco di assonanze e allitterazioni. Versi come “Forte maniera, guerriera, sparviera” o “Profetici, loschi, pacifici lirici” creano un effetto musicale ipnotico che richiama la tradizione del verso libero novecentesco, anche se alcuni passaggi risultano forse eccessivamente densi di figure retoriche.

Questa sperimentazione linguistica, pur comportando il rischio di appesantire l’ascolto, produce nel complesso una partitura verbale complessa e affascinante che dimostra la volontà dell’autore di esplorare nuovi territori espressivi.

La continuità della storia umana

L’elencazione di popoli e dominazioni che hanno attraversato Brindisi (“Svevi, Normanni, pellegrini d’oltremare”) Non rappresenta un mero esercizio di erudizione, ma diventa riflessione sulla continuità della storia umana. Ogni conquista e ogni passaggio di consegne viene visto come parte di un disegno più ampio, dove tutti “hanno visto nascere l’Italia intera”, rivelando una visione ottimista della storia che privilegia la costruzione sulla distruzione.

Il tempo come elemento liquido

Il rapporto tra le colonne e il mare assume valore metaforico centrale nel brano, con le “feroci acque frizzanti” che si trasformano in “distesa di luce” a rappresentare la metamorfosi del tempo storico. Ciò che appare tempestoso e minaccioso si rivela, nella prospettiva secolare, parte di un movimento più ampio e armonioso che trasforma il caos in bellezza.

Un autore in continua evoluzione

Scala di Brindisi testimonia la versatilità artistica di Zagliza, che dimostra la capacità di passare dall’intimismo esistenziale di Sul Muraglione all’afflato epico di questo nuovo lavoro senza perdere la propria identità autoriale. Questa capacità di rinnovarsi costantemente rappresenta il segno distintivo di una maturità artistica in perpetua evoluzione.

Verdetto

Scala di Brindisi è un’opera coraggiosa che conferma Zagliza come una delle voci più interessanti e versatili del panorama cantautorale contemporaneo. Un brano che sfida audacemente i confini tra canzone e poesia, tra cronaca quotidiana e mito eterno. Musica che trasforma il marmo in melodia e il tempo in eternità, dimostrando come l’arte possa far cantare anche le pietre più antiche.